Che cos’è la scienza

Che cos’è la scienza

di Carlo Rovelli

A un certo punto della storia dell’umanità, nasce l’idea che sia possibile comprendere i fenomeni, le loro relazioni, le loro cause, il loro concatenarsi, senza fare ricorso al capriccio degli dèi. Questa immensa svolta avviene 2600 anni fa ed è coerentemente attribuita ad Anassimandro. Egli fa una proposta metodologica precisa per spiegare il cosmo: propone un sistema di spiegazione dei fatti del mondo in termini delle cose del mondo. 

Secondo Carlo Rovelli, in questo punto della nostra storia è identificabile la nascita del pensiero scientifico, ovvero quell’esplorazione continua e appassionata, critica e ribelle, insofferente a ogni concezione a priori, a ogni riverenza, a ogni verità intoccabile. 

La forza del pensiero scientifico non consiste nelle certezze raggiunte, bensì in una radicale consapevolezza dell’estensione della nostra ignoranza. Questa consapevolezza permette di rimettere in dubbio in continuazione ciò che crediamo di sapere, e quindi di continuare ad apprendere.

Il dilagante antiscientismo contemporaneo attacca un’immagine della scienza fatta di certezze, di arroganza, di pura quantità o di freddo tecnicismo. È curioso: poche attività intellettuali umane come la scienza sono intrinsecamente coscienti dei limiti della conoscenza e al tempo stesso sono più brucianti di passione visionaria.

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